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Recensione Serie Tv: Speechless










Titolo: Speechless
Ideatore: Scott Silveri
Anno: 2016
Stagioni: 2 - In corso
Genere: Commedia
Emittente televisiva (originale): ABC




La serie segue le vicende dei membri della famiglia DiMeo, ciascuno con una personalità unica: Maya, un'autoritaria madre inglese con atteggiamento privo di restrizioni; suo marito Jimmy, che sembra non preoccuparsi di ciò che pensano gli altri; Dylan, la figlia atletica e molto pratica; Ray, il secondogenito colto, che agisce come il cervello della famiglia; e il maggiore, JJ, un liceale affetto da paralisi cerebrale infantile, dal mordente ingegno e senso dell'umorismo.
Non essendo in grado di parlare autonomamente, JJ comunica tramite uno strumento posizionato sul capo, con un puntatore laser per indicare varie parole, lettere e numeri su una tastiera fissata alla sua sedia a rotelle, mentre gli altri leggono ad alta voce quello che scrive. I DiMeo si trasferisco spesso nel tentativo di trovare un buon ambiente educativo per JJ. Credono di aver trovato un'ottima scelta quando scoprono una scuola che vanta un approccio educativo inclusivo, dove JJ avrà un assistente che parli per lui. Nonostante scoprano che non tutto è buono come potrebbe essere, a JJ piace avere come assistente Kenneth, un custode scolastico di buone intenzioni, dotato di una bella voce profonda e squillante.






Siamo abituati alle sitcom, in tv ne trasmettono a bizzeffe, siamo cresciuti con Friends (1994) fino ad arrivare a The big bang theory, commedia dei giorni nostri (in onda dal 2007 ad oggi).
Essendoci tante commedie in giro, ormai, per strappare un sorriso bisogna che una serie contenga originalità ed è proprio questo il caso.
Questa serie televisiva narra le vicende familiari dei DiMeo che, avendo un figlio diversamente abile, è costretta a scontrarsi con la realtà. Il quadro della vicenda, però, non viene mostrato con pesantezza, ma con allegria e semplicità.
Ad esempio. il problema delle barriere architettoniche, che tutt'oggi in molti paesi e città è presente, viene messo in risalto con diverse battute per alleggerire la situazione e renderla il più naturale possibile.
E' proprio questo che mi ha colpito, la disabilità mostrata non più dal punto di vista compassionevole, ma con una comicità che spinge lo spettatore a riflettere ridendo.
Credo sia la prima volta che sul piccolo schermo venga mostrata una tematica così attuale, sotto un altro punto di vista e in un modo differente dal solito.
In certe situazioni, la compassione e la tenerezza non servono, ma bisognerebbe guardare i diversamente abili con occhi di accettazione, con naturalezza, senza farli sentire alieni perchè, in fondo, siamo tutti diversi in un modo o nell'altro. Un altro aspetto che mi preme sottolineare è il bullismo. Non serve a nulla e non è corretto bullizzare qualcuno che è costretto a vivere su una sedia a rotelle, o con una gamba sola o con i diversi problemi che comporta avere una disabilità perchè la vita è imprevedibile e, tutti, anche chi mantiene le distanze da questa tematica come se fosse una malattia venerea, potrebbe trovarsi in una situazione del genere. Ricordatevi che esiste il Karma: ciò che fai nella vita, prima o poi torna indietro.





VOTO





Recensione a cura di:




Questa recensione si trova anche nel blog personale di Smallintix 








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